Io resto a casa

Tuttavia sui vetri chiusi,
si leggono ancora i sogni di ieri
quando sogni non erano ancora.
 
C’è che la paura ridimensiona e ricordo
mia madre che diceva di una sirena,
che si correva come pazzi nei rifugi,
che la morte faceva rumore. Tanto rumore.
 
Invece io dico a mio figlio
di un fucile invisibile e
di un soldato senza divisa
da cui deve stare lontano, un metro almeno,
 
e che il silenzio taglia la gola alla luna
quando dorme sul fianco sbagliato.
Questo gli dico. Non posso altro.
 
E intanto la guerra è sugli usci
neanche il freddo bussa più.
Nel dubbio, ho dato tutte le mandate
e lasciato dentro solo l’amore.
 
Io resto a casa.

 

Stramaledette loro

Già cadono
e questo è il fatto

anche se il sole imbroglia
le carte sul tavolo
loro – maledette foglie –
già cadono

anche se la formica ancora cerca
briciole di fame
e l’orso gioca nei silenzi della controra

loro – disgraziatissime
già cadono

E’ che mi ero lasciata distrarre
dalle abitudini, dai soliti spari
le solite guerre
e – semplicemente – non realizzavo
che il grillo ormai tace
se non per dire
.addio.

sempre mentre loro,
stramaledette loro, inesorabili,
già cadono